martedì 6 febbraio 2018

Speciale Elezioni / Sono torinese, quindi niente M5S

Dopo aver criticato LeU e Berlusca e il centro destra, dopo le abbondanti critiche a Renzi, pare, per esclusione che io appoggi il M5S.
Se dovessi scrivere tutto il male che penso di loro e soprattutto della loro involuzione, dovrei scrivere per ore e non ne ho il tempo.
Riassumo dicendo che vivo a Torino, quindi il M5S non è neanche da prendere in considerazione (se non come il male peggiore!)

martedì 23 gennaio 2018

Speciale Elezioni / FAT TAX no FLAT TAX

Uno dei motivi per cui non voterò per il centro destra è la Flat Tax. Oltre la palese incostituzionalità della proposta (ma di cose contrarie alla costituzione ce ne sono moltissime, quindi il rischio che la introducano c'è veramente) con questa FLAT TAX Berlusconi ed il centro destra vogliono affossare quello che era una volta il ceto medio: proprietari della casa di abitazione, stipendi impiegatizi. I soldi in più in tasca sono pressochè nulli o pochissimi in più, in cambio di una perdita di molti servizi pubblici. Ovviamente non la chiameranno così, ma "riduzione degli sprechi" o "razionalizzazione".
Gli straricchi ci guadagneranno moltissimo e potranno comunque pagarsi le cure privatamente.
Invece avremo (forse) una riduzione dell'IRPEF ma aumento dei ticket sanitari, dei biglietti dei treni e bus e/o una riduzione delle loro corse e via di questo passo.
Non penso che sia vero che qualche soldo in più nelle "tasche degli italiani" sia un volano per l'economia: se va bene finiscono in importazioni dalla Cina e Taiwan, se va male, per i ricchi nelle banche svizzere o per i poveri nelle slot machine.
Di roba ne abbiamo troppa, sono le visite mediche, gli esami sanitari senza coda, chi assiste gli anziani, chi tiene i bambini piccoli, come raggiungere velocemente il posto di lavoro... che mancano!! Invece occorre investire di più sulla qualità dei servizi publici, che offrirebbero anche una buona opportunità di lavoro. Ma per questo ci vuole la FAT TAX (non FLAT TAX)

venerdì 12 gennaio 2018

Speciale Elezioni / Liberi e Uguali : cosa manca?

Liberi e Uguali richiama alle parole Liberta Uguaglianza e Fraternità, trinomio della rivoluzione francese. A parte la critica che si può fare a questo trinomio su come  (non) è stato realizzato proprio da coloro che ne erano gli alfieri, il fatto stesso che un partito italiano salti volutamente un terzo dei valori che sembravano legati insieme, non può che generare delle domande. Perchè l'hanno fatto?
Perchè hanno avuto una strana forma di pudore a mettere anche "fraterni"? Ma eludere la capacità di riconoscere un'origine comune e quindi guardare positivamente le altre persone, mi lascia abbastanza perplesso.

Per scendere nel dettaglio io, deluso da Renzi, speravo in una sinistra-sinistra ma quasta mi ha deluso. Bersani forse ha un back-ground culturale di amministratore regionale e ministro, ma Grasso che ha da spartire con i diritti dei lavoratori, con il welfare, con i sindacati? Idem in peggio per la Boldrini. Peggio che mai per il bombardatore NATO della Yugoslavia, per lo svenditore del patrimonio statale alle multinazionali estere, per il vinificatore di vino francese in Umbria... Ma quel che è peggio di quell'uomo (e di tutti i suoi sodali) che quando Gorbacev ha chiuso con il comunismo, questi non hanno fatto la minima analisi critica del fallimento di quel sogno ma hanno mantenuto le strutture di potere gestendole come avrebbe fatto un liberale qualunque.
Insomma, non rappresentano nessuna alternativa a sinistra, nel senso di salvaguardia dei valori della sinistra.
Damiano, per esempio, che ha una lunga esperienza sindacale e mi pare capace di fare il suo lavoro è rimasto nel PD.
Ecco un partito per cui non voterò.

sabato 6 gennaio 2018

Speciale elezioni

Anche se twitter ha gentilmente aumentato il numero dei caratteri disponibili, questi non sono sufficienti per segnarmi i pensieri che mi passeranno per la testa da qui al 4 marzo.
Come avevo fatto per il referendum sulle riforme costituzionali del 4 dicembre (eh sempre 4, chissà se qualche cabalista sa trarne sinificati occulti!), riprendo questo vecchio blog ormai stantio per segnarmi ogni tanto qualche considerazione.


domenica 30 luglio 2017

La GTT sbaglia / approccio globalmente sbagliato.

Sono un assiduo, nei limiti del possibile, frequentatore dei mezzi pubblici.
Mi piace molto quella foto del futuro papa Francesco, allora arcivescovo di Buenos Aires, seduto in metropolitana.
Orbene, pare che i mezzi pubblici abbiano grossi problemi di debito. Lo credo bene!!!!

Supponiamo che ad un commesso (non padrone) di una salumeria, un cliente chieda "Prosciutto marca XY" ed il commesso debba dire "Non ce l'abbiamo, ma le consiglio il prosciutto marca YX che... "  "ah no!" dice il cliente "o XY o niente" ed esca dal negozio. E supponiamo che la scena si ripeta con vari clienti, molte volte ogni giorno. I casi sono due 1) il commesso non dice nulla al titolare ed nel giro di poco perdono tutti i cliente 2) il commesso ne parla con il titolare, il titolare lo ascolta e magari decide di fornirsi anche della marca XY per non perdere i clienti.

Bene. La GTT non segue questa seconda strada.
Nei meiei viaggi sulla linea 10 (fino a pochi anni fa quotidiani, poi purtroppo rarefatti) ho sempre notato l'assurda situazione della fermata 32 (per me prima o poi ci scappa il morto - una soluzione al probelma) o del fatto che nell'attraversare largo Orbassano da nord verso sud, quando il semaforo per il 10 che si trova in corso duca degli Abruzzi diventa verde, il 10 spesso non riesce a muoversi perchè bloccato da un'auto ferma al rosso di corso Rosselli che sta sui binari ed obiettivamente non può andare ne avanti ne indietro. (due soluzioni al problema!)
Se lo notavo io che passavo una volta al giorno non penso che non lo notassero i tranvieri che ci passavano ben di più!
Allora siamo nella situazione 1) del salumiere.
Evidentemente non esiste una mentalità aziendale dove coloro che sono a contatto diretto con l'erogazione del servizio sono implicati per primi nel notare i margini di miglioramento, e quanto loro dicono non è considerato un mugugno, ma un imput per le decisioni organizzative;
finchè le decisioni sono prese da un management che magari viaggia pure in auto (speriamo non blu!) l'azienda non potrà che fare debiti e non c'è modo per venirne a capo.
L'unico modo è cambiare mentalità: che chi è a contatto con l'erogazione del servizio sia coinvolto nel miglioramento del processo in prima persona, ed il management parta dai suoi input, non da pensate a tavolino.
Toyotizzatevi!

 

mercoledì 5 luglio 2017

Diego Fusaro sbaglia / Migranti = Compagni che lottano con noi


Diego Fusaro non sbaglia le sue analisi sono lucidissime e corrette. Eppure…
Ho in mente un’analisi più dettagliata della mia critica al lucidissimo, valido e simpatico personaggio. Ora mi limito ad un giudizio molto di dettaglio:

Migranti= Esercito industriale di riserva.
Dice il Nostro. Perfetto in ottica marxista. Sicuramente UNA delle intenzioni di chi li fa venire. Ma ...
Perché accoglierli non vuol dire anche renderli edotti dei diritti dei lavoratori, delle lotte operaie, della solidarietà non dico di classe, ma del popolo
Perché non farli diventare compagni che lottano con noi?
Probabilmente perché la sinistra italiana, che per anni si è limitata a demonizzare berlusca, la sinistra delle banche e della lottizzazione, non ha più la cultura per farlo.

Probabilmente perché il popolo di sinistra, oramai abituato alla politica davanti ai TV nei talk-show, non ha più i luoghi e le relazioni umane per fare una simile impresa.

E' vero, i migranti ci mettono di fronte a noi stessi, rendono evidenti i nostri problemi.

lunedì 19 dicembre 2016

Renzi sbaglia, io no!

Se qualcuno avesse per caso letto il mio precedente post (ne dubito!) direbbe che ho sbagliato. Prevedevo la vittoria del SI ed i dati numerici dicono che ha vinto il NO.
Ma dice il proverbio "squadra che vince non si cambia" ed in effetti la squadra è la stessa... quindi vuol dire che ha vinto, per qualche altra strana scorciatoia della post-democrazia, che non ha nulla a che fare con il conteggio dei numeri....

giovedì 1 dicembre 2016

Renzi Sbaglia/Accozzaglia e oltre (dopo la vittoria del SI)

Renzi ha definito i sostenitori del NO "accozzaglia". Infatti il NO prende consensi tra destra sinistra e centro, il SI (che comunque vincerà!) solo tra centristi e sinistra post-blairiana. Ma Renzi sbaglia perchè anche il CLN prendeva consensi tra sinistra rivoluzionaria, PCI pragmatista, socialisti e socialdemocratici, cattolici democratici, liberali, laici centristi e militari culuralmente di destra (vedi Franco Balbis, che precedentemente era stato decorato da Rommel) Una gaffe enorme, che nessuno ha fatto notare, vuoi per piaggeria verso il prossimo capo supremo (ovviamente passacarte di big della finanza, ma per i giornalisti dell'italglietta capo supremo), vuoi perchè tanto la storia si dimentica, quello che conta è l'innovazione.

Ma a partire dall'accozzaglia vorrei andare oltre. Sarebbe stato positivo che personaggi come Raniero La Valle, Robi Ronza, tanto per citarne due che scrivono le cose più sensate, o comunque quelli che si trovano sulla stessa sponda da posizioni diverse, si "parlino". Ovviamente  includere poi nel dialogo anche quelli che per  ragioni di ricerca del potere a breve, hanno preferito stare con il SI, pur avendo alle spalle una storia di esperienze positive.

Sempre sull'oltre occorre affrontare un problema: vincerà sicuramente il SI per i motivi che vedremo dopo.  Come allora creare spazi di democrazia vera, reale concreta sussidiare in un contesto sempre più invasivo? Come creare percorsi di pace, quando la modifica all'art. 117 di fatto contraddice anche l'articolo 11 e quindi potrà entrare in guerra contro chi ce lo chiedono i big della finanza? ed altri problemi simili.

Perchè vincerà  il SI ? Perchè le multinazionali lo vogliono. Uber non può permettersi una nazione con i taxi così regolamentati (comunque non ho nulla a favore dei tassisti italiani che sono una bella casta, ma sarebbe meglio risolvere il problema da noi!) Starbucks non può permettere che uno entri in un locale e  Pino (Nino, Gino, Rino....o Pina Nina Gina Tina...) ti saluti chimandoti per nome e aggiungendo magari qualche titilo accademico o quello nobiliare di tuo bisnonno, e ti chieda se vuoi "il solito" e tu dica "sì, va bene grazie!" No, la "experinece" di "customer satisfaction" deve essere unica in tutti i locali della catena del mondo e definita da un ristretto team di MBA con esperineze internazionali.... Insomma chi vuole essere dio, non può sopportare il fatto di non avere tutto sotto controllo.....

per approfondire

sabato 19 novembre 2016

Renzi Sbaglia / Il progresso è finito.

I dati dei sondaggi, per quanto possano essere credibili vedono una gran parte dell'elettorato tra gli indecisi: lo credo bene, non c'è stato un dibattito sul tema della riforma nella nazione, ma sul pro-contro a governo, europa, migranti e simili.
Un dato interessante (per quanto possa essere vero) dice che sopra i 65 anni gli elettori sono più favorevoli al SI mentre scendendo con l'età la situazione cambia.
Un'interpretazione dice che gli over65 ( e direi anche 70) sono più orientati a guardare le TV ed essendo la RAI strumento del governo e Mediaset variamente intrallazzata, difendono le ragioni del governo quindi del SI.
Le altre fasce di età si rivolgono ad internet e si rivolgono per alimentare i propri pregiudizi. Chi è per una posizione segue quello che la conferma oppure va sulla posizione opposta (raramente) ma solo per attaccare.

Interpretazione interessante, ma io ne avrei un'altra. Renzi, senza entrare nel merito della riforma, sostiene che quello è il cambiamento. Ma il fatto che il cambiamento, il nuovo, sia un valore in sè, è un concetto tipico della generazione nata prima degli anni '40. 
Per convincersene basta guardare le pubblicità della fine anni 50 ed anni 60, il cui target erano gli over20 di allora: qualsiasi prodotto doveva essere una novità, rappresentare un cambiamento, realizzato con i più moderni mezzi tecnologici, "uhe cavernicoli non siamo più all'età della pietra!" e via discorrendo. E quella generazione lì ha accettato positivamente cambiamenti che nel lungo periodo si sono dimostrati insostenibili (problema ecologico innanzitutto, ma anche nel tessuto sociale e demografico).
Se analizziamo la pubblicità degli anni '90 vediamo un ripetersi di "mulino bianco", sapori di una volta, ...secondo la tradizione, ricordi quand'eri bambina?.... e se qualche cambiamento tecnologico veniva sottolineato era per un risparmio energetico, per un rispetto dell'ambiente etc.... Quindi col tempo, il cambiamento non è più un valore in sè, ma lo diventa in un contesto molto più articolato.
Potrebbe essere questa anche una spiegazione del divario relativo all'età.

Forse sarebbe stato meglio non insistere sul cambiamento ma scendere nei dettagli della riforma....

per approfondire...

mercoledì 9 novembre 2016

Renzi Sbaglia / Ingerenze

Ricordo, molti anni fa, quando un monsignore interveniva su certe tematiche, c'era sempre chi lamentava le ingerenze del Vaticano, uno stato straniero, nella politica italiana. A parte il fatto che un conto era l'intervento del Segretario di Stato (in questo caso veramente si poteva parlare di Vaticano) ed un conto era un vescovo, ma quello era un legittimo parere di un cittadino italiano, magari con una voce un po' amplificata, proprio come quella di un leader sindacale o del presidente di qualche ordine professionale.
Invece, brutto segno, non ho sentito voci analoghe sullo scambio di pareri tra Renzi sulle elezioni americane e Obama sul referendum italiano.
Fossi stato in Renzi avrei scongiurato Obama di non dire assolutamente nulla a proposito del referendum ed io non avrei detto nulla a proposito delle elezioni americane.

Non ho la più pallida idea di quanti italiani erano in dubbio su cosa votare ed il carisma di Obama li ha fatti scegliere per il SI.
Io personalmente resto con le solite perplessità da ambo le parti, anzi l' ingerenza amerikana nella politica italiana mi ha fatto aumentare i dubbi per il Si.

Renzi a questo punto dovrebbe chiedere a Jean-Claude Juncker,  a Jens Weidmann di schierarsi pubblicamente per il NO, allora i SI aumenterebbero!

Leggere anche:
(testo per giovani di lungo corso)

venerdì 14 ottobre 2016

Perchè Renzi Sbaglia / Alessandro Manzoni voterebbe No.

E' sempre più difficile decidere cosa votare, facendo ragionamenti a partire dal contenuto concreto delle modifiche proposte alla Costituzione.
Sempre più emergono "corollari" del tipo "se vince il No riesumano la salma di D'Alema" o se vince il SI il tutti i centristi staranno con Renzi ed del centro destra rimarrano solo piccole ali estreme di Salvini-Meloni etc.
Assistiamo al dibattito tra Benigni e Crozza (oh! umorismo involontario!) ed altre amenità.
Se sento le ragioni del SI voterei NO, se sento quelli del NO voterei SI. Anche perchè i più schierati sono anche molto "ANTIPATICI".
Allora,  seguendo l'esempio di Macchiavelli nella lettera a Francesco Vettori, interrogo i classici, i grandi del passato e domando a loro per chi votare.
Loro rispondono. Alessandro Manzoni per esempio nel Capitolo 28 (oltre che in altri punti de "I Promessi Sposi" ) suggerisce di votare NO. Mette in guardia dalle decisioni prese centralmente da esperti, dalla facilità di fare leggi. A volte queste restano inutilizzate, altre causano più problemi di quanti ne risolvano. E' un inno, per contrasto al federalismo, alla sussidiarietà ed al lean management.

E gli altri grandi del passato cosa avrebbero votato?

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