martedì 3 marzo 2015

L'Informatica (e non solo) ai tempi dello Zio Tom

Leggo da H. Klein, Il commercio atlantico degli schiavi  parlando, nella prima parte di impostazione generale, della schiavitù nel mondo antico dice
"La differenza fra gli schiavi e gli altri lavoratori in termini di mansioni svolte o di diritti immediatamente fruibili era dunque minima. Ma ciò che distingueva gli schiavi da tutti gli altri lavoratori, rendendo la schiavitù un'istituzione riconosciuta e importante,era l'assenza di lagami familiari, consanguinei e comunitari. E in effetti era proprio questa mancanza di vincoli con la stirpe,con la comunità e con la terra a rendere gli schiavi così appetibili nel contesto di un mondo preindustriale...." 
"
Mi ricordo alla fine degli anni '80, quando, dopo aver girato il mondo, davanti ad un progetto che prevedeva trasferte anche lunghe (non i classici uno/ tre giorni per un convegno, corso, meeting che fanno anche piacere) ma sviluppi presso il cliente etc.. notare alcune difficoltà oggettivi, il rampante anni 80 escalmare con disprezzo "quello è ancorato al territorio".
Mi accogo che oggi da un lato si tende a ridurre i legami personali (divorzio breve, convivenze, single-è-bello) e "tribali" (amicizie sempre più virtuali, globalizzazione degli stili di vita etc..) e da un altro lato si parla sempre più di flessibilità del lavoro----
Non è che le cose sono correlate?
E, secondo il libro di Klain di che cosa sono sintomo?
Sorge qualche sospetto!!

mercoledì 4 febbraio 2015

Dopo molto - Riprendo con una considerazione

Dopo molto tempo riprendo a scrivere su questo blog.
Nel frattempo sono successi molti fatti, sia personali che "storici".
Su uno mi voglio soffermare: si tratta dei terribili attentati accaduti a Parigi. Permetto che sono fatti gravissimi, premetto che la religione non giustifica nessun omicidio (in particolare le religioni che contengono la narrazione del "padre nella fede" a cui l'Angelo di Dio blocca la mano che stava per sacrificargli il figlio: il messaggio è chiarissimo!).
Ebbene a me ha lasciato sconvolto un particolare che ha reso evidente la mia distanza da questo mondo cosiddetto occidentale.
I servi di Satana (che si sente molto onorato ad essere chiamato dio grande!) hanno ucciso a) in un giornale di opinioni senza fatti b) in un negozio di cibi etnici.
 E' stato fatto un gran clamore sul bersaglio a) visto come simbolo, mentre è stato totalmente trascurato il valore simbolico del bersaglio b).
Per me, considerato il fatto che i morti sono sempre morti e gli assassini assassini, da un punto di vista simbolico è più grave il b)
Cos'era Chalie Hebdo? Un mezzo di comunicazione unidirezionale. Un mezzo che prevedeva un capitale accumulato, dei proprietari dei mezzi di produzione dell'informazione, un sistema di distribuzione. Si rivolgeva in modo asimmetrico con il pubblico. CH non aveva, per quanto ne so, nè i Robert Capa, nè gli Igor Man o Oriana Fallaci che intervistavano i personaggi più disparati o i Domenico Quirico.... Il giornalista era quello descritto da Jerome ne "I Pensieri Oziosi di un Ozioso", ma soprattutto faceva satira, ovvero insultava e arroccava la gente nei suoi pregiudizi.
Invece il cibo, quanto è, diciamo così, etnico, alternativo, tradizionale ... è un linguaggio di comunicazione paritario, capace di creare contatti, abbattere pregiudizi, raccontare storie, perseverare la memoria, sperimentare novità con un piede nel passato.
Ho ben presente me stesso, quando mangio alle sagre della Liguria o in Carnia, come mi sento in contatto con quei luoghi, quei popoli e la loro storia. E quando in inverno a Torino tiriamo fuori qualche "souvenir" del genere "prosciutto di Sauris" Formaggio di Enemonzo... come ci sentiamo proiettati verso quei luoghi.
 Invece tante parole, anche a sproposito su Charlie Hebdo. E' stata anche tirata fuori la famosa citazione di Voltaire, ma secondo me a sproposito, perchè appunto si tratta di esprimere un idea, cioè un giudizio organico e costruttivo, non un insulto gratuito, e poi l'espressione deve essere paritaria. Personalmente, affinchè i proprietari dei mezzi di comunicazione monodirezionali possano insultare, non sono disposto nemmeno a graffiarmi un dito.
Nessun commento invece sulla gravità dell'attacco alla libertà del cibo.
 Mi sembra di appartenere ad un altro mondo. Al mondo "del dialetto" (ma questo è un altro discorso)

mercoledì 7 gennaio 2015

Perchè si è ridotta la frequenza dei miei post?

Perchè non ho nulla da dire?
No, perchè non ho tempo.
Quel poco tempo che ho per "giocare" con internet, l'ho usato per provare l'ebbrezza di pubblicare un e-book utilizzando la piattaforma Narcissus.

domenica 21 dicembre 2014

Buon Natale 2014

Sono stato un po' lontano da questo blog, perchè non avevo molto tempo, e quel poco che dedicavo al PC serale in altenativa all'obsoleta, bolsa, demodè TV, lo dedicavo ad ascoltare musica da Youtube, a scrivere un e-book (penso di pubblicarlo a fine anno) leggere vari giornali on-line.
Anche quest'anno faccio gli auguri ai malcapitati che per errore arrivano su questo blog.
Non ho particolari racconti da aggiungere. La mia vena, rispetto agli anni passati si è esaurita. Buon Natale.

domenica 30 novembre 2014

Allergie.

I giudizi cambiano. Un tempo trovavo Il Foglio un giornale interessante, mentre mi infastidiva la posizione del Fatto, che tendeva a generare rancori e la storia del secolo scorso insegna che il rancore dell'impiegato trova spesso gestori interessati. Ma ho trovato una violenza del piccolo borghese espressa in modo ancora peggiore ne IL FOGLIO.
Già il giornale era pesantemente scaduto con la lettera a Papa Francesco. (mia nonna avrebbe detto "mostrije ai gat a rampiè") poi insopportabili le "preghiere" di Camillo Langone. Come molti protestanti da quattro soldi, per fortuna non tutti, tira per i capelli citazioni bibliche per avvalorare opinabili tesi. Ha certe fisse legittime, gli piacciono le tonache dei preti e le candele e le sacralizza come paradigma di cattolicità. Ad una giusta critica di certi eccessi degli animalisti, lui risponde con idiozie ben peggior.
Ma la cosa più raccapricciante sono i due articoli due contro la normativa che prevede che i ristoranti avvertano di possibili ingredienti allergenici e agiscano per permettere agli ospiti con allergie di mangiare presso di loro.
Ho un figlio allergico al pesce che ha un amico allergico (ancora peggio!) all'uovo.
Premesso che mio figlio, ma qui in ITALIA dove l'uso del contatto umano è ancora in vigore, chiede gli ingredienti e avverte delle sua allergia. La critica alla normativa, se la si voleva fare, era una critica alla scarsa "italianità" dell'Europa. (Nelle grandi catene di ristorazioni non chiedi a "Pino" che ti prepari "il solito"!).
Invece Langone "Gli allergici mangino a casa loro!" Teorizza la cultura dello scarto, tanto per contraddire Papa Francesco!
Peggio è stato un articolo serio in cui contraddiceva l'esistenza dei celiaci, in un popolo di pastasciuttari.
Questa è ignoranza pura, perchè è vero che c'è stato un reciproco adattamento delle speci coltivate per l'alimentazione e la popolazione, per cui in teoria dopo secoli quello che una popolazione coltiva è quello che digerisce. Questo, che per il grano ha raggiunto l'apice ai tempi di Mussolini, si è spezzato negli anni 70:
- con l'introduzione di nuove qualità, che non hanno avuto la selezione darwiniana sulla popolazione, (leggasi Antifragile) nè mi risulta che prima di coltivarle ci siano stati particolari test sulla loro "digeribilità"
- con l'introduzione della mietitrebbia che salta una fase del processo produttivo da secoli utilizzato, cioè i fenomeni chimici che accadono nel grano mietuto in attesa di essere trebbiato.
Tento di spiegare questo in un commento, che si incunea tra quelli di lettori che detestano le imposizioni tout-court. Il commento che mi viene dato in risposta dice sostanzialmente che ci sono maggioranze e minoranze e proteggere le minoranze ha dei costi che alla lunga impoveriscono tutti.
A parte la crudeltà di questo (la maggioranza della gente sta fuori dall'ospedale....) è errato per due motivi.
1) Ognuno di noi è minoranza per qualcosa e maggioranza per qualcosaltro, oggi. Domani il qualcosa e qualcosaltro saranno cose diverse. Quindi mediamente siamo sempre in pareggio.
2) I costi per includere tutti, sono investimenti con un doppio ritorno: 1 ritorno è proprio che mi sforzo per trovare nuove soluzioni e quindi mi ingegno, mi attivo, progredisco etc... 2 ritorno è che "l'incluso" a sua volta può dare un contributo positivo che da escluso non avrebbe potuto dare.
Il liberalismo questo non lo capisce.

Dopo che l'evidenza aveva dimostrato a tutti i socialisti europei che l'URSS non era un esempio da seguire e i comunisti italiani faticavano ad ammetterlo, Berlinguer fu costretto a muovere critiche all'URSS, timidamente disse che l'Unione Sovietica presenta "tratti illiberali". In realtà quello fu un complimento!

sabato 11 ottobre 2014

Ribadisco, son pà fòl!

In un mio post criticavo la superstizione secondo la quale l'Unione Sovietica è andata in crisi perchè "il comunismo appiattiva tutti i salari, quindi disincentivava l'homo homini lupus carrieristico, elemento che è alla base del progresso della civiltà occidentale".
Spiegavo come 1) la società sovietica fosse invece una società fortemente gerarchica e meritocratica  2) una società competitiva, individualista e poco solidale - quarda caso il movimento alternativo si chiamava Solidarnosc 3) la causa dell'inefficienza economica era da spiegarsi in altro modo, e a me pareva che fosse principalmente nella rigidezza dalla pianificazione top-down.
Ho letto di recente Antifragile - libro di cui consiglio la lettura, anche se tende a divagare qua e là e talvolta mi pare che pratichi il cherry-picking di cui accusa gli altri intellettuali. Una cosa che nota come "ERRORE" è quella di confondere le "macchine" con i "sistemi viventi" e le società, aziende o stati, sono sistemi viventi, non macchine. ( i manager delle industrie dovrebbero essere biologi, non ingegneri :-]  )
Questo approccio "scientificamente burocratico" è alla base dell'incapacità dell' URSS di ottenere dei risultati nonostante un dispiegamente di forze ciclopico.
Questo articolo (recensione di un testo che prima o poi vorrei leggere) ribadisce, approfondisce e spiega meglio il mio pensiero.


giovedì 25 settembre 2014

Relata Refero 1 - OpenOffice


Va bene, l'Edamer non è un gran formaggio, ma mi sembra che il controllo ortografico di OpenOffice versione italiana sia un po' troppo severo !!!!

venerdì 5 settembre 2014

Gramellinesca!

La scorsa primavera mio figlio ebbe un periodo piuttosto difficile. Nei vari tentativi, forse non sempre ottimali, per aiutarlo a "tirarsi un po' su" gli raccontai una storia.

Molto tempo fa leggevo su La Stampa la rubrica "Buongiorno" di Massimo Gramellini. Mi piaceva moltissimo, anche se dopo un po' ha lasciato perdere, perchè mi sono stufato. Mi sembrava scadesse in un bolso politically correct. Non so se ero cambiato io, o si era esaurita la sua vena creativa.

Comunque, ripensando alla storia che raccontavo a mio figlio, mi sebrava tratta da un "Buongiorno" di Gramellini. Provo a trascriverla anche se non ho la capacità narrativa che ha Gramellini.

Molto tempo fa, un ragazzo di una famiglia piuttosto povera, faceva l'operaio. Mentre lavorava ebbe un infortunio e rimase privo di un dito. Vide il suo problema non solo come un problema personale, ma fu una finestra spalancata sulla realtà: si interessò della sicurezza nei luoghi di lavoro e di tutti i diritti legati alle condizioni dei lavoratori, si impegnò nel sindacato, riprese gli studi. I lavoratori apprezzavano il suo impegno e divenne un leader sindacale. Essendo un sindacalista molto popolare, venne candidato alle elezioni politiche. Alcune volte il risultato fu negativo, altre positivo, e alla fine venne eletto Presidente della Repubblica della sua nazione, il Brasile.
Se Lula non avesse perso il dito probabilmente sarebbe rimasto un operaio come tanti.
La perdita del dito avrebbe anche essere motivo di rabbia, che l'avrebbe fatto rinchiudere in se stesso e sarebbe diventato un operaio, ma pieno di rabbia e rancore per tutta la vita.
Invece prese sul serio il suo problema e questo gli indicò una strada inattesa.

giovedì 28 agosto 2014

Antifragile : Lettura estiva

Laghi d'Olbe
E' stata un'estate fredda. Poche gite. La foto qui accanto è stata scattata durante una delle più belle.
Ho avuto però l'opportunità di leggere molto.
In questo post parlo di un libro, che non ho ancora finito, ma per quel che ho letto (più di metà) mi pare molto interessante.
Si tratta di Antifragile di Nassim Nicholas Taleb.
E' un testo sicuramente importante,  perchè assolutamente in contro-tendenza con il sentire comune, o meglio con le idee prevalenti nella cultura. 
Obiettivamente ci sono parti che non ho capito bene (io non sono un trader) parti che non condivido totalmente, e io non mi soffermerei sulla posizione "darwiniana" che molti commentatori hanno visto. 
Secondo me è importante il concetto espresso nel confronto tra i due grafici e la storia dei due fratelli a Londra. Un grafico traccia una linea spezzata che "mediamente" sta su un certo valore, ma con tanti "disturbi", un secondo grafico  rappresenta una linea molto pulita, quasi orizzontale che ad un certo punto ha un forte salto (quasi y=k per x<x0; y=h per x>= x0 con k != h) La storia dei due fratelli: uno fa il tassista, uno fa l'impiegato di banca. Il tassista ha dei giorni in cui chiude in attivo, dei giorni in cui chiude in perdita, acnhe se mediamente guadagna, altrimente cambierebbe lavoro. Il bancario invece ha lo stipendio fisso, ma un brutto giorno la banca "deve ristrutturare" e l'impiegato si trova di brutto in mezzo ad una strada.
L'obiezione che l'autore fa alla società attuale è che sarebbe meglio avere dei danni di lieve entità, che oltre tutto portano informazioni per migliorare, che evitare tanti piccoli danni e rischiare improbabili, ma possibili eventi dalle conseguenze enormi. Invece pare che i costruttori delle società, con le "economie di scala", l'ottimizzazione, la ricerca dell'efficienza... vadano proprio in direzione di prepararci la caduta da un baratro.
Penso che politici, imprenditori etc... dovrebbero leggerlo.
Nel libro vi sono molte cose interessanti, come per esempio la ri-valutazione degli indovini degli antichi romani, l'erlebnis della valigia con le rotelle (l'uomo prima è arrivato sulla luna, poi ha inventato le valigie con le rotelle!) la critica a Socrate.....
Insomma un libro che apre un nuovo modo di guardare le cose. 
(da parte mia, come si suol dire, sfonda una porta aperta, ma tanti ne avrebbero bisogno!)

#meeting14
Tornando a casa ho fatto una deviazione e sono passato da Rimini, a visitare seppur velocemente il meeting per l'amicizia tra i popoli. Ecco che bella scritta ho visto (nella mostra Iannacci-Guareschi) Pertinente con il libro letto.

lunedì 28 luglio 2014

Ancora sui porcili

Nel mio precedente post avevo citato la famosa storia della carriola, domandandomi se il terzo operaio, quello che l'interpretazione standard considera esemplare, avesse dovuto costruire porcili invece di una magnifica cattedrale. 
Ora continuo a parlare di porcili e motivazione. 
Quando ho ascoltato il discorso del Presidente del Consiglio Matteo Renzi a Strasburgo, discorso per altro molto bello nel contenuto, nella forma e nell'esposizione, sono rimasto colpito dalla citazione a proposito di Telemaco. Istintivamente, data la mia età, mi sono sentito Eumeo. Avrei voluto approfondire il tema e condividerlo, ma mi mancava il tempo per trovare fisicamente dove avevo una copia dell'Odissea, leggermi dal canto XIV in poi, meditarci e scrivere.
Ora, provo da condividere qualche impressione sul tema.
1) Eumeo è il gestore dell'allevamento dei porci. E' uno che ha sempre fatto il suo lavoro al meglio delle sue capacità. Ma sta vivendo un grande senso di frustrazione per l'inutilità del suo lavoro. Ha fatto un bellissimo porcile in cui sono divisi i verri e le scrofe, i pastori ai suoi ordini a turno li fanno andare al pascolo ... ma i frutti di questo lavoro sono sprecati dai pretendenti. Nella mia carriera ho provato spesso la sensazione dell'inutilità di quello che stavo facendo, soprattutto durante crisi aziendali, in cui il management invece di valorizzare il lavoro delle persone e la loro disponibilità a contribuire positivamente, si allontanava, magari ogni dirigente pensava o come "salvarsi la ghirba" lui stesso. Ma questa sensazione le sento anche nei confronti della cosa pubblica e di chi la gestisce, come se la perdita di fatto di anni di contributi previdenziali, tasse sempre più esose, non servisse a nulla visto che il deficit dello stato continua ad aumentare.
2) Ulisse e Telemaco si incontrano nel "territorio" di Eumeo. Che significato ha questo? Non so il greco e quindi non so la libertà che si è presa traduttrice, ma addiritturaTelemaco si rivolge ad Eumeo chiamandolo rispettosamente "padre". Secondo me i Telemaco di oggi, per essere degni dell'eredità di Ulisse devono passare da Eumeo, riconoscere gli Eumeo che hanno sempre lavorato con creatività, ma con frustrazione causata dall' avidità dei pretendenti, farsi aiutare dagli Eumeo, che come si legge poi nell'Odissea non attendono altro.

sabato 19 luglio 2014

Costruendo Porcili



Questa mattina in tram, mi è venuto in mente un post da scrivere questa sera, poi ho visto questo recente e bellissimo il post sul blog di Jurgen Appelo : si vede che pensieri analoghi girano contemporanemente nelle menti.

Pensavo a quel frusto racconto delle carriole: tre personaggi stavano spingendo carriole piene di pietre. Un viandante domanda loro "Che stai facendo?" ed uno: "Fatico a spingere questa maledetta carriola!" ; il secondo: "Guadagno  da vivere per me e la mia famiglia" ed il terzo: "Sto costruendo una magnifica cattedrale".
L'analisi delle tre risposte è molto complessa . Coinvolge la piramide di Maslow, le motivazioni estrinseche la "big picture" ...  Solo per un analista superficiale, il terzo è sicuramente vincente sugli altri.

Ma, se invece di costruire una magnifica cattedrale, le pietre fossero servite per un porcile, il terzo sarebbe stato ancora così motivato?

Ho di recente visto il film Hanna Arendt. Il fatto più tragico è che Adolf Eichmann non si considerava un mostro, ma un esecutore efficiente. Di cosa? Non gli importava. Invece lo scopo del lavoro deve essere noto e non si può non tenerne conto. Ma, evitando casi estremi (purtroppo non rari - molti fabbricano armi che vengono usate e non sempre per difendere la nostra patria dagli invasori!) direi che il nostro costruttore di porcili dovrebbe fare due ragionamenti:
Il porcile serve alla società - se non ci fossero i porcili non ci sarebbe neanche il valore aggiunto per le opere d'arte. Il porcile è il fondamento della cattedrale.
Nel costruire il porcile la motivazione nasce anche dall'attenzione  ai processi e alla creazione di relazioni umane.
 Ecco una nuova risposta da dare la viandante:
"Sto costruendo un utilissimo porcile; ho capito che disponendo le pietre in un modo diverso, la carriola è più stabile lungo il percorso e le pietre sono più comode da scaricare; ho conosciuto degli operai che vengono da paesi diversi, parlano con un accento strano, ma lavorando insieme riusciamo a capirci"